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Così vicini e così lontani.
Due bianchi irpini che partono dalla stessa uva Fiano per arrivare ad esiti molto diversi, quasi antitetici.
Personalità e plasticità di una varietà che, lavorata da Luigi Sarno (Cantina del Barone) e Ciro Picariello, apre un ventaglio di gusto che più ampio non si potrebbe.
Da una parte, il Paone Campania Fiano igp, che nell'edizione 2023 offre un liquido meravigliosamente fianoso, originale, irriverente, severo e del tutto indifferente a quelli che sono spesso i canoni del classico bianco.
Qui niente fruttini, acidità mitigata e gusto standard buono per tutte le occasioni.
Il naso parte con fumo e fieno, poi escono gli agrumi e un frutto che può ricordare la cotognata di mele. Il vino dialoga meravigliosamente con l'ossigeno mantenendo un suo carattere riservato e introverso, poco incline ai convenevoli. Il sorso è bello, secco, slanciato da acidità salata e con un finale sottilmente tannico che aggiunge grinta.
Vino bellissimo e al tempo stesso non per tutti, imperdibile per chi cerca veracità e vibrazione.
Di tutt'altro impianto la nuovissima Riserva Al.Ge.Lo 2020 di Ciro Picariello.
Da uno dei vigneti più alti del comprensorio irpino (720 m s.l.m. a Summonte), uve vendemmiate a fine ottobre, botte grande da 15 hl di rovere francese e affinamento lungo: 12 mesi in legno, 12 in acciaio, 36 in bottiglia.
Profilo qui totalmente differente.
Dorato e con note di nocciola, resina, tè verde, agrumi maturi e un finale che vira sull'affumicato. Al sorso c'è un bel volume, peso specifico più importante che in Paone. Liquido avvolgente, potente e levigato con rimandi finali anche esotici che si arriscono di erbe officinali e pietra focaia.
Un bianco di montagna che invecchierà magnificamente, trovando probabilmente nella lunga permanenza in bottiglia un alleato perfetto per sfinare la silhouette e mantenere una presa al palato non indifferente.
Al.Ge.Lo è la prima etichetta di Picariello vinificata nella nuova cantina, in un anno difficile segnato dal Covid. Il nome è ispirato ai figli di Emma nati nel frattempo (Alessandro, Gerardo e Lorenzo). |