Da Montefiascone con amore: Monti della Moma

Da Montefiascone con amore: Monti della Moma

Più che una semplice novità, un segnale


Per noi, l'assortimento del catalogo non è mai stato una rincorsa a zone e aziende di grido.
 

Piuttosto, da sempre ci motiva credere nei giovani produttori che scelgono la via più difficile, magari agricoltori di prima generazione che si cimentano in terroir poco battuti.

 

Monti della Moma va proprio in questa direzione. 

 

Nel cuore di Montefiascone, dove il vento del lago di Bolsena accarezza i filari, due sorelle gemelle stanno ridando senso e voce a un territorio antico

 

Elisa e Valentina Monti, classe 1988, hanno scelto di restare dove tutto è cominciato — tra le colline dove il nonno lavorava la terra e lo zio faceva vino — ma con un passo nuovo, consapevole e femminile

 

Qui aleggia una leggenda che tutti gli appassionati di vino conoscono o hanno anche solo ascoltato ai corsi per diventare sommelier. 

 

Si narra infatti che nel XII secolo, un vescovo tedesco di Augusta (Johannes Defuk) stesse viaggiando verso Roma per l’incoronazione di Enrico V. Da grande amante del vino, incaricò il suo servitore Martino di precederlo lungo la via Francigena per assaggiare i vini delle osterie e segnalarle.

 

Il patto era semplice: se il vino era buono, Martino avrebbe scritto “Est” (dal latino est bonum, cioè “c’è [vino buono]”) sulla porta dell’osteria; se era molto buono, “Est! Est!!”; se eccezionale, “Est! Est!! Est!!!”.

 

Quando Martino arrivò a Montefiascone, rimase così colpito dal vino locale che scrisse sulla porta dell’osteria “Est! Est!! Est!!!”. Il vescovo si fermò, bevve… e non ripartì più. Si dice che visse (e bevve) lì fino alla morte, e fu sepolto nella chiesa di San Flaviano, dove un’epigrafe ricorda:


“Est! Est!! Est!!! – propter nimium est hic mortuus est”
(“Per il troppo Est Est Est qui morì”).

 

Ed è proprio qui che troviamo Elisa e Valentina. 

 

Accanto a loro, Luca Faccenda, enologo piemontese con il talento raro di leggere i territori senza imporsi, digerendone peculiarità e potenzialità per restituirle in bottiglia con una mano discreta che accompagna, ascolta e traduce.

Quattro ettari di vigne, dedicate al mitico Est! Est!! Est!!!, piantate oltre sessant’anni fa su suoli vulcanici di roccia bianca e argilla, a 560 metri di altitudine

 

Qui la vite vive di contrasti: giornate calde, notti fresche, radici profonde e grappoli generosi di sapore. 

 

Da queste vigne nascono due soli vini che non si limitano a raccontare un territorio, ma lo rinnovano.

 

Vince’, 1.700 bottiglie appena, è la sintesi di ciò che può essere Montefiascone quando si punta sulla grazia

 

Un bianco di Malvasia, Procanico e Roscetto, dal profumo di biancospino e pera, dal sorso agile, diretto, luminoso. 

 

Ha il passo lieve dei vini veri: leggerezza e armonia, è frutto dell’istinto, quello che finisci senza accorgertene e che lascia la bocca pulita e felice.

 

Est! Est!! Est!!! di Montefiascone Moma, 3.000 bottiglie, è la controparte più riflessiva e profonda. 

 

Stesse uve, ma con una maggior presenza di Roscetto, e un equilibrio che gioca su tensione e pienezza. 

 

Più ampiezza, più materia, una spalla acida ben marcata e una chiusura morbida, lunga, quasi salina. È un bianco che parla di evoluzione, non solo in bottiglia ma nella visione: restituire alla denominazione una dignità nuova.

 

Dimostrare che Montefiascone non è solo una curiosità turistica ma una zona capace di grandi vini, se trattata con rispetto e sensibilità.

 

Due vini diversi ma complementari, entrambi proposti a un prezzo eccezionale e figli della stessa idea: fare le cose con cuore, competenza e onestà

 

Monti della Moma non propone effetti speciali, non inventa vini senza storia e non insegue mode.

 

Su questa fascia, il rapporto tra qualità e piacere è tra i migliori che ci sia capitato di incontrare negli ultimi mesi.

 

 

Last but not least, le etichette sono proprio belle.

 

Ad Elisa e Valentina non resta che fare il migliore degli auguri.

 

 

Benvenute!

 

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