Una (nuova) Valpolicella che ci piace moltissimo: Corte Marconi

Una (nuova) Valpolicella che ci piace moltissimo: Corte Marconi

Il 2026 porta con sé tante belle novità e questa ci piace parecchio. 

 

Avrete modo di scoprirla già lunedì 9 febbraio durante il Tour de Caves a Roma e una piccola introduzione sarà utile a tratteggiare una nuova azienda di cui sentirete molto parlareCorte Marconi.

Abbiamo conosciuto Gabriele Lonardi dopo un assaggio folgorante ed è bastato davvero poco per capire che dietro la sua calma e la sua curiosità ci fosse un progetto molto serio.

 

Insieme alla madre Giulia e con in tasca una laurea in enologia a San Michele all’Adige, Gabriele ha dato vita a una piccola cantina nella Valpolicella Classica, nata nel 2019 ma già matura nella visione: fare vini che raccontino un territorio dalla grande storia ma senza sovrastrutture, con onestà e precisione. 

 

Le radici affondano nella terra cimbra di Sant’Anna d’Alfaedo, dove la famiglia si è sempre dedicata ad agricoltura e allevamento: un’eredità di rispetto e concretezza che oggi si ritrova in ogni bottiglia. 

 

I vigneti — piccoli appezzamenti certificati biologici — custodiscono Corvina, Corvinone e Rondinella ma anche varietà autoctone meno note come Oseleta, Corbina e Pelara, che danno ritmo e profondità ai vini. 

 

In vigna si pratica agricoltura rigenerativa, in cantina si lavora con interventismo limitato e vinificazioni parcellari, senza forzature né effetti speciali. 

 

Il risultato sono vini luminosi, vibranti e vivi, dove freschezza ed equilibrio si sposano a un carattere sincero e diretto. 

 

Circa diecimila bottiglie l’anno, fatte con cura e misura, che ci ricordano quanto la Valpolicella possa ancora sorprendere quando torna alle sue origini: piccoli gesti, grandi intenzioni e una visione chiara di futuro.

 

Per scoprire stile e timbro espressivo di Corte Marconi, il suggerimento è assaggiare l'intera batteria con attenzione, a partire dai vini più giovani, quelli che al momento tratteggiano meglio la visione di Gabriele.

 

A partire da lui.

 

Baimara — che in lingua cimbra significa frutto della vite — è il volto più diretto e schietto della Valpolicella Classica secondo Gabriele e Giulia. 

 

Nasce dalle uve Corvina, Corvinone e Rondinella raccolte a mano nell’appezzamento di San Floriano e pigiate il giorno stesso, per preservarne freschezza e fragranza. 

 

Fermentazione a temperatura controllata (18–20 °C) e solo acciaio regalano un vino puro e immediato, dal profumo di ciliegia croccante, erbe di collina e spezie dolci. 


Succoso e lineare al sorso, con un equilibrio naturale tra freschezza e morbidezza e una chiusura pulita, sapida, che invita subito al secondo sorso. 

 

La Valpolicella come dovrebbe sempre essere: autentica, senza trucco e piena di vita.

 

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