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Partiamo dalla fine, perché ogni ricerca dei vini buoni di territorio nell'ultimo passaggio diventa un prezzo: 17/18 euro in enoteca, sui 28/30 al ristorante.
Che con questo bicchiere in mano, è davvero niente.
Ma quindi, di che si tratta?
Spagna.
Aldea del Fresno, Comunità autonoma di Madrid.
100% Garnacha.
Bodega A Pie de Terra.
Gre2 è una autentica delizia di vino che già nel nome tiene memoria della sua genesi.
Due amici - David Villamiel e Aitor Paul - che si sono conosciuti nel 2015 alla Scuola di Viticoltura ed Enologia di Madrid e una uva.
Dopo gli stage presso due importanti realtà del panorama vitivinicolo spagnolo, Valquejigoso e Comando G, nasce A Pie de Terra.
Prevalentemente uve da vecchi vigneti (piantati verso la metà del secolo scorso) di Garnacha coltivate tra le ondulazioni granitiche della Sierra de Gredos (20 ettari di proprietà della famiglia di David nel comune di Méntrida, situato nella valle del fiume Alberche, e altri 4-5 ettari gestiti lungo il fiume ad Aldea del Fresno).
Gre2 è tutto quel che ti aspetti, cerchi e speri di trovare in una Garnacha allevata ad alberello non irrigato a circa 600 metri di altitudine, con rese bassissime (24 hl/ha), su suoli granitici, sabbie decomposte e occasionali affioramenti di scisto.
Già al colore, il rubino brillante che sfuma sul granato trasparente, è una firma distintiva. È poi la qualità dei profumi ad intrigare e trattenere il naso nel bicchiere. Amarena, lampone, violetta, arancia sanguinella, timo e rosmarino si sviluppano in una progressione misurata, con espressività contenuta eppur incisiva, con un finale che arriva alla polvere di cacao.
Impressione generale di finezza che ritorna parimenti al sorso. Vino di energia più che di massa, dove generosità ed alcol tradizionalmente associate al vitigno sono in secondo piano rispetto ad acidità viva e tannino finissimo. Il tessuto del liquido è in perfetto equilibrio tra sensazioni vellutate e una eleganza aerea.
Una bellissima bevuta che non necessita di ulteriori spiegazioni se non una bottiglia stappata a tavola.
Come diceva Giorgio Aiazzone negli anni '80: "Provare per credere". |