Occhi aperti sui vini che trascuriamo troppo, tipo il Gutturnio 2013 di Croci

Leggere una cosa del genere non ci ha stupito ma sapendo quanto trascurati siano i vini piacentini non ha potuto che farci immensamente piacere il report della serata di Porthos dello scorso dicembre in occasione dell’incontro dal titolo Scoordinate riflessioni sull’originale irregolarità delle bollicine.

In una compagnia di tutto rispetto, tra Robinot, Menti, Les Clos di Laherte Frères, Il Contestatore de Il Pendio, Jean Vesselle e tanti altri, a destare l’attenzione di molti è stato proprio il Gutturnio 2013 Croci, che sarà in commercio tra qualche mese.

Che sia il momento di dedicare attenzione a un vino sin troppo trascurato?
Intanto leggiamo Porthos.

Gutturnio (barbera e bonarda) 2013 Massimiliano Croci (Castell’Arquato)
Nella memoria dell’evento è stato il vino più emozionante. Durante l’assaggio ha chinato il capo di fronte alla maggiore capacità dello Champagne di servire il cibo, nonostante la sua prova fosse stata comunque efficace. Il punto è dopo, anche dopo poche ore: è rimasta dentro una bellezza multiforme, con una base materica ma anche con una godibilità come non se ne trovano facilmente. È un’onda, una vibrazione che ci accompagna da quella sera e che fa percepire il vino di Croci come uno spirito libero, vivo, capace di stagliarsi, di staccarsi dagli altri.

Niente male per un vino non ancora in commercio. Non che il 2012 fosse da meno. Così ne scrisse, infatti, Fabio Rizzari su Il Bottigliere per Giunti PiattoForte (da cui viene l’immagine):

Ad esempio, trovo fenolico il peraltro ottimo Gutturnio 2012 “spontaneamente frizzante” dell’azienda Croci. Profondo nel colore, davvero invitante nella spuma purpurea che si sviluppa dal liquido color mora sottostante, più minerale che fruttato sia al naso che in bocca, dissetante, rinfrescante; non fosse per quella ombrosa onda fenolica in eccesso (rispetto alla tipologia, già tannica di suo) che ne rallenta la corsa gustativa, sarebbe perfettissimo.

Ricordatevi questo nome: Massimiliano Croci.

[Foto: Giunti PiattoForte]

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