Marguet e i suoi 4 lieux dits di Champagne nella bolgia del Vinitaly

E’ stata una bella scommessa infilare 4 etichette di Champagne prodotto in quantità omoepatiche all’interno del nostro stand al Vinitaly ma l’occasione di condividere con amici e clienti le poche bottiglie dei lieux dits di Marguet era troppo ghiotta per non essere sfruttata. Benoit Marguet è uno degli interpreti della Champagne che seguiamo con più attenzione da anni perché incarna perfettamente il nuovo corso di una regione del vino che non ha bisogno di presentazioni.

Viti vecchie, agricoltura biodinamica (certificata Demeter), aromaterapia, utilizzo del cavallo, microvinificazioni parcellari (36 parcelle!) e bassissimo dosaggio di solfiti tratteggiano una visione rigorosa, maniacale, terroirista al vino più famoso del mondo. Anni luce distante dal cosiddetto “stile Maison”.

Le viti di Benoit hanno un’età media di 40 anni e sono distribuite in grossa parte ad Ambonnay e residualmente a Bouzy: agli 8 ettari di proprietà se ne aggiungono poi altri di conferitori consolidati. La vinificazione parcellare ha portato ai 4 lieux dits assaggiati in orizzontale per evidenziare come anche in Champagne oggi sia il terroir a marcare ineluttabilmente il liquido. Medesima la vinificazione: maturazione in legno per 9 mesi dei vin clair seguita da circa 4 anni di presa di spuma in bottiglia, nessuna aggiunta di solforosa e nessun dosaggio finale.

Questi i 4 lieux dits:
Les Crayèeres 2011 grand cru: 2072 bottiglie prodotte, 57% pinot noir e 43% chardonnay, imbottigliato il 16 luglio 2012, sboccatura nel marzo 2016, 0 grammi di zucchero residuo.

Le Parc 2011 grand cru: 1827 bottiglie prodotte, 100% chardonnay, in bottiglia dal 16 luglio 2012, sboccatura nel marzo 2016, 0 grammi di zucchero residuo.

Les Bermonts 2010 grand cru: 2040 bottiglie prodotte, 100% chardonnay, presa di spuma a partire dall’11 luglio 2011 e sboccatura nel dicembre 2014, 0 grammi di zucchero residuo.

La Grande Ruelle 2011 grand cru: 1818 bottiglie prodotte, 100% pinot noir, presa di spuma dal 16 luglio 2012, sboccatura nel marzo 2016, 0 grammi di zucchero residuo.

Les Crayères è stato il primo Champagne parcellare vinificato da Marguet e in questa fase si è smarcato per una acidità a dir poco vertiginosa, irruenta, che chiede tempo e comprensione. Le Parc ha ammaliato tutti con un naso di pasta madre, viole e menta fantastico e delicatissimo. Non a caso Krug ha pescato proprio all’interno di questo areale di Ambonnay (coltivata con pinot noir all’80%) la parcella da cui produrre il ricercatissimo, Clos d’Ambonnay, sebbene Le Parc sia per il resto piantato esclusivamente a chardonnay. Sarà per l’anno in più di vita, sarà la congiunzione astrale ma Les Bermonts 2010 al momento ha rapito più o meno tutti con armonia, tensione, ampiezza e puntualità davvero stupefacenti: davvero splendido, e pensare che appena arrivato era decisamente scomposto. Adesso è una bomba! Come forse sarà La Grande Ruelle, unico pinot nero in purezza e ancora un po’ indietro nello sviluppo gustativo.

A fine assaggio, al di là delle sfumature gusto-olfattive di ciascuna etichetta, evidente a tutti è stato il filo conduttore di una linea produttiva decisamente avara di compromessi. Colori tenui e molto simili, tensione arrembante ovunque, gusto dell’attesa e una marcata salinità che l’assenza generalizzata di dosaggio riesce se possibile ad accentuare.

Che soddisfazione, Benoit!

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