Il Sidro come non lo avete mai bevuto: un viaggio nella Normandia di Eric Bordelet

Mondo parallelo a quello del vino, alternativo ma non troppo. Tra i frutti fermentati, pochi o nessuno regalano minimamente soddisfazioni assimilabili a quelle dell’uva. Tranne due, e oggi esploriamo un punto di riferimento di livello altissimo. Eric Bordelet è il “sidrologo” numero uno al mondo e la sua storia merita di essere raccontata.

Dopo una carriera da sommelier all’Arpège (tre stelle Michelin di Parigi), Eric è tornato a casa nel sud della Normandia, a Charchigné, riprendendo in mano l’azienda di famiglia e la produzione di frutta da piante ultra-centenarie. Bordelet sta sfornando alcuni dei sidri di mele e pere da agricoltura biodinamica che, secondo gli esperti (leggete Jim Clarke su The World of Fine Wine: Consider the apple. A cider primer), sono tra i più eccezionali al mondo.

In principio, fin da Adamo ed Eva, fu una mela: Eric – grandissimo agricoltore – lavora le sue mele più antiche e le mette nel sidro “d’ingresso”, buono e più rustico: il Sidre Brut. Nasce da diverse varietà di mele con piante di oltre 200 anni. E’ un classico sidro secco dall’attacco morbido che in un attimo si veste di freschezza allietando il palato.

Poi ci furono mele più equilibrate, di diverse tipologie: nacque il Sydre Argelette, dal gusto più complesso. 20 diverse varietà di mele (40% dolci, 40% amare, 20% acidule) coltivate su un terreno (da cui “Argelette”) costituito da piccole e vecchie pietre su cui i meli crescono con difficoltà conferendo al frutto un gusto selvaggio. Fermentato in cemento e legno e rifermentato in bottiglia. Quasi vinoso come impatto e dalla bevibilità entusiasmante. E’ mela liquida nel bicchiere e tanto altro. Un viaggio alchemico nella tradizione del sidro. Sontuoso! Interessantissimo su piatti speziati e cremosi, su formaggi di media stagionatura e anche come aperitivo.
Su RateBeer – sito di valutazioni di birra e non solo – Argelette guadagna 99/100 tra i prodotti del suo stile: praticamente, è il meglio del meglio.

E poi? E poi, la perfezione del sidro.

Da alberi di pere ultra-centenari, affina prima in acciaio sui lieviti e poi per 6 mesi in bottiglia. Millesimo 2014, odori complessi, gusto selvaggio, appena 3,5% vol. Goduria infinita!

Nel suo stile? Voto 100! Il TOP, qualcosa di esclusivo, particolarissimo, entusiasmante.

E’ semplicemente M-E-R-A-V-I-G-L-I-O-S-O. Va scoperto, provato, ascoltato.

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