Prendete nota: Natalin, Melogna 2017, Jonny Gambato e Les Mémoires 2014

Catalogo in perenne movimento e qualche novità da raccontare. Quattro bottiglie sotto i riflettori, magari le avete già incrociate al ristorante, in etichetta o in qualche banchetto ma due paroline di presentazione fanno sempre comodo. Eccoli, quattro pillole veloci veloci.

1) Fabrizio Iuli è un grande barberista col vizietto della riscoperta di antiche varietà: la slarina (che anche qualcun altro sta esplorando) diventa La Rina mentre l’ultimo nato è un grignolino e si chiama Natalin: un autoctono piemontese poco fashion ma di gran valore, fermenta ed affina in cemento, “come faceva mio nonno e poi mio padre”, racconta Fabrizio. Imbottigliato in primavera con la luna giusta per conservare il tannino del grignolino e una bella succosità che sprizza gioventù e sapore. Un indigeno di grandissimo valore che nelle mani giuste riserva sempre grandi sorprese ed è proprio questo il caso.

2) Del Melogna 2017 di Monte di Grazia ha già scritto appassionatamente Angelo Di Costanzo su L’Arcante ma quando il pensiero vola a Tramonti, una finestra sul paradiso della costiera di Amalfi, è difficile non sognare un po’. Una vera chicca, un rosso squisito, pennellato in tutti i suoi dettagli. Composto in larga parte da uve piedirosso e tintore, con un saldo di varietà autoctone come moscio, olivella e sciascinoso. Il vino è pimpante e dall’altissima bevibilità. Consigliamo di servirlo un po’ fresco di frigo perché svelerà il suo lato più contagiosamente gastronomico. Vi stregherà!

3) Jonny Gambato è l’ultimo nato di Natale Simonetta aka Cascina Baricchi. 70% pinot nero e 30% di vitigni bianchi (chardonnay, sauvignon blanc, viognier, riesling e chenin blanc): le sei diverse varietà vengono raccolte e pressate insieme con la tecnica della vinificazione in bianco per poi fermentare spontaneamente. Nel mese di marzo il vino che non ha ancora finito di fermentare va in bottiglia e lì finisce di svolgere gli ultimi 10-12 g/l dei suoi zuccheri naturali per ottenere un alcool totale di 9.5°. Frizzante, opalescente ed estivo, si sposa inoltre allegramente alle fritture di pesce, di mare e di lago, alle verdure in tempura e, per la gioia del produttore, alla buona pizza napoletana.

4) Da viti vecchissime di 110 anni sul silex (pietra focaia) di Dampierre, il Saumur Champigny Les Mémoires 2014 è la Maserati dell’intera denominazione. Le recensioni della stampa di settore parlano chiaro. Cabernet franc in purezza, vino dal respiro fenomenale che miscela toni floreali, terra e pepe di tutti i colori. Se il naso è una giostra in perenne movimento, in bocca il vino ha una raffinatezza sconvolgente, corpo severo ma snello e lunghezza davvero coinvolgente. Bottiglia realmente strepitosa. L’assegnazione italiana della celebratissima 2014 è un numero così piccino che chi prima arriva meglio alloggia.

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