Kypra 2016 e Ca’Liptra, una realtà tutta da scoprire nel Verdicchio d’autore

Questa è una piccola storia tipicamente marchigiana, tono delicato e voce profonda. Si svolge a Cupramontana, cuore pulsante del grande Verdicchio, esattamente in località San Michele – una specie di grand cru – e i quattro attori sono soci e praticamente tutti enologi, arrivati per strade diverse e in modi diversi. I Fab Four del Verdicchio si incontrano nel 2008: Agostino Pisani (agronomo e responsabile della produzione di Colonnara) e la sua compagna Antonella Traspadini, Roberto Alfieri (enologo con esperienza in Barone Pizzini e Pievalta), Giovanni Loberto (enologo e storico braccio destro di Corrado Dottori, La Distesa). Un monzese, uno di Sesto San Giovanni, due di Milano. Il bello è che si trovano nella campagna marchigiana patria di un grande vino bianco italiano.

Nel 2010, Giovanni e Roberto danno vita al primo Kypra, 800 bottiglie. Si sperimenta nei sottoscala. Nel 2011 si aggregano Agostino e Antonella, altre 800 bottiglie e la decisione importante: si fa sul serio. Numeri minuscoli, ispirazione naturale in ogni fase del processo produttivo e ricerca di un modello espressivo real San Michele.

“Il nome deriva dalla Caliptra della vite, che in greco significa proteggere e nascondere, ma sta anche per Ca’ (“casa”, che sarebbe la nostra cantina) e Liptra (è una sorta di anagramma dei nostri cognomi): L (Loberto Giovanni), Ip (al contrario Pisani Agostino), Tr (Traspadini Antonella), A (Alfieri Roberto). Nel 2012 abbiamo raddoppiato, producendo sempre le 800 bottiglie di Kypra e affiancandoci per il primo anno altri vini; il Caliptra con 1200 bottiglie e circa 600 di Amistà che era un montepulcianone e che invece ora sta trovando una silhouette più slanciata e beverina, tra Cerasuolo e Beaujolais.”

Il resto è storia di un piccolo grande salto per comprare una vecchia cantina, 1,5 ha di vigna e 1,5 ha di terreno incolto.

La critica più attenta ha colto fin da subito il germe di un progetto interessante, arrivando a parlare – sulla Guida ai Vini d’Italia 2016 de L’Espresso – di “realtà di gran lunga più interessante nel panorama del Verdicchio d’autore“.

Prima di arrivare alla Riserva 21 S. Michele, un gran bel verdicchio alla moda di Fattoria San Lorenzo, più saporito che acido e con profumi intriganti di burro d’alpeggio e fiori, il nostro consiglio spassionato è scoprire Ca’Liptra partendo dal Verdicchio Classico Superiore KYPRA 2016, bandiera aziendale, prodotto in poco meno di 6.000 bottiglie (sulle 16-17.000 totali) con vinificazione tradizionale in cemento e acciaio. Annata complicata dalla grandine, che ha portato ad uva naturalmente più concentrata rispetto alla regolare 2015 e alla fredda 2014.

Paglierino continuo senza inflessioni.
Naso delicatissimo, sussurra: mandorla, nocciola, anice e baccello di fave. Colpisce per una tenerezza espressiva che richiede attenzione.
Il sorso è asciutto, quasi severo, gestisce una acidità importante su uno scheletro solido e senza orpelli. Conquista la lingua pervadendola di freschezza non fine a sé stessa. Perfetto per una cena a due, possibilmente vista mare e con luci soffuse.

Proprio una bella, bella bevuta. W il Verdicchio!

1 Commento su “Kypra 2016 e Ca’Liptra, una realtà tutta da scoprire nel Verdicchio d’autore”

carmelo ha scritto:

Li cercherò per provarli. A Firenze dove li trovo ?

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